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Al rogo: dalla giornata della memoria a un osservatorio sulla prevenzione

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Martedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, si è svolto presso la biblioteca del Torrione di Santa Maria Nuova l’incontro ”Al ROGO, MEMORIA E PROFEZIA. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE”.

L’iniziativa, curata da Tullio Bugari ed Ezio Bartocci, ha rappresentato un modo alternativo ed intelligente per riflettere sul tema della memoria, del dramma di ogni totalitarismo, nonché sull’importanza del libro come espressione dell’identità umana. Un evento, dunque, non celebrativo, bensì finalizzato al raggiungimento di un obiettivo preciso: andare oltre una singola giornata dedicata al ricordo per dare vita a un osservatorio che possa prevenire il ripetersi di pericolose dinamiche, più attuali di quanto ci si possa immaginare, aperto ai cittadini e alle istituzioni e che possa cogliere i segni premonitori scovandoli nella realtà quotidiana.

In apertura i saluti del sindaco Angelo Santicchia che, insieme al collega di Cupramontana Luigi Cerioni, ha presenziato per tutta la durata dell’incontro. Il primo cittadino di Santa Maria Nuova si è interrogato: “Cosa può fare un piccolo Comune? Tante cose, piccole e grandi, dalle attività con le scuole attraverso la biblioteca, agli incontri, alla partecipazione a tutti i movimenti e iniziative che promuovono la pace”.

L’artista Ezio Bartocci ha spiegato la scelta di Santa Maria Nuova. È stato infatti proprio questo castello di Jesi a battezzare la diffusione della stampa nelle Marche, accogliendo nel 1472 il tipografo Federico Conti, il quale, insieme a tanti altri Veneti fu chiamato a ripopolare il borgo dopo la peste del XV secolo. I libri e ciò che rappresentano, infatti, sono stati indubbiamente il tema trainante della serata.

Come ha specificato Tullio Bugari, fondatore dell’associazione Arci Altroviaggio, i libri rispondono a un bisogno fondamentale dell’umanità, quello di narrare se stessa per costruire la propria identità, e di narrare il mondo, per capirlo, immaginarlo e migliorarlo; chi li distrugge, li disprezza o li ignora, in realtà distrugge questo bisogno di narrazione e di consapevolezza, distrugge il pensiero critico.

Proprio per questa ragione, è corretto rintracciare nei roghi di libri nella Germania del 1933, un segno premonitore dell’olocausto, quasi una sorta di prova. Come scrisse il poeta Heine: “Là dove bruciano i libri si finisce per bruciare anche le persone“.

Nel dibattito a seguire, è emerso come anche nella società attuale l’informazione asservita alla propaganda, la censura della cultura e del pensiero critico siano purtroppo fenomeni ancora ben presenti.

Per tali motivi, l’incontro ha rappresentato l’inizio di un interessante progetto civile e culturale: chiunque fosse interessato a prenderne parte può rivolgersi all’associazione Altroviaggio e all’Arci (Comitato Jesi – Fabriano) che, attraverso Bugari e Bartocci hanno promosso l’iniziativa, oltre a richiedere aggiornamenti al sito JesiAttiva ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), che aderisce con piacere.

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