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Aperitivo solidale al Circolo Cavallotti per le popolazioni colpite dal terremoto

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Sabato scorso aperitivo solidale per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto.
Ci siamo dati appuntamento in un circolo Arci, il Felice Cavallotti di Jesi, per un incontro tra l’Arci, il comitato territoriale, amici che frequentano il circolo e le Brigate di Solidarietà Attiva, per parlare di solidarietà e di progetti a favore delle aree terremotate.

 

Ha introdotto per l’Arci Marche Tullio Bugari che ha illustrato le attività fino ad ora svolte dall’Arci a partire già dal 24 agosto, con l’invio dei primi aiuti a chi da quella sera avrebbe dovuto dormire in tenda, e poi le attività svolte con il Bibliobus presso tutti i campi allestiti nella fase estiva tra Amatrice e Arquata del Tronto, e infine illustrando i progetti attualmente in fase di sviluppo e maggiormente finalizzati alla ricostruzione a medio termine, in particolare per realizzare, in accordo con gli enti locali e le associazioni del posto, dei centri sociali e culturali quale punto di riferimento e di ripresa anche della vita sociale e delle relazioni all’interno dei territori, e anche per favorire una partecipazione e controllo dal basso ai progetti istituzionali di ricostruzione. Per finanziare queste attività l’Arci sta già attivando raccolte dirette di fondi insieme all’Arci nazionale e ha attivato anche la collaborazione di altre associazioni e fondazioni, nonché il rapporto diretto con gli enti locali, anche per partecipare insieme a bandi pubblici e di fondazioni.

Giuseppe Grimolizzi ha invece raccontato la storia delle Brigate di Solidarietà Attiva, presenti ad esempio già nel 2011 nell’importante sciopero dei braccianti africani in Salento, e in tanti altri settori che hanno bisogno di sostegno diretto, e quindi anche le attività che in questi mesi hanno svolto e continuano a svolgere nel terremoto di Marche, Lazio e Umbria, con attenzione particolare alle frazioni e paesi minori che rischiano di restare prima di altri fuori dall’attenzione mediatica; oppure a sostegno di quei gruppi e nuclei che non vogliono essere trasferiti, cioè sradicati, nei lontani paesi della costa ma vogliono restare lì dove hanno le attività, soprattutto quelle agricole, per ricostruire e non interrompere il tessuto sociale. Per sostenere le proprie attività le BSA si basano sul volontariato di quanti vogliono mettersi a disposizione per partecipare agli interventi direttamente sui luoghi oppure per organizzare la raccolta dei beni utili o promuovere sottoscrizioni di fondi. 
A fine serata i fondi raccolti in sottoscrizione dalle persone presenti sono state consegnate ai compagni delle BSA presenti, venuti dal centro di raccolta di Colli del Tronto.

Due modalità operative e organizzative anche un po’ diverse quelle di Arci e BSA, le prime maggiormente rivolte a interventi sociali e culturali a media scadenza, anche se da preparare fin da ora, e le altre già presenti da subito in modo capillare all’interno dell’emergenza immediata, ma entrambe finalizzate a interventi diretti, che non si calino dall’alto bensì affianchino quello che le persone coinvolte potrebbero già attivare autonomamente e dal basso, se sostenute.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Dicembre 2016 17:55

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