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Occorre esserci

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Il Comitato per la Democrazia Costituzionale - che nella Vallesina si è impegnato a contrastare il progetto governativo di demolizione dei principi cardini della Costituzione italiana - non ha esaurito la propria ragione d’essere con la schiacciante affermazione del NO al Referendum del 4 dicembre 2016.

Il Comitato ha solo contribuito a sventare una schi-forma imbarazzante per la sfacciata pretesa del Governo di imporla al popolo italiano. Il ricatto della governabilità - irritante tanto più quando giunge da chi ha responsabilità di governo - non ha funzionato. La maggioranza dei votanti si è presentata alle urne mantenendo la schiena dritta e dimostrando una straordinaria maturità politica.

 

Commetteremmo un gravissimo errore di valutazione se ritenessimo concluso il nostro impegno civico.

 

 

Non mancheranno nel tempo altri tentativi di svuotamento della Carta costituzionale. Occorre vigilare. Occorre esserci. I “ritocchi” di cui si parlava nel progetto della P2 di Gelli hanno trovato di recente una loro sgangherata continuità nel  piano governativo di pretestuoso e arrogante lifting.

Ai vari Verdini, Renzi, Napolitano, Boschi… suggeriremmo di ripassare la storia o i ricordi. La Carta costituzionale è nata dalla guerra e dalla lotta partigiana, dal dolore e dal sacrificio di tanti Italiani: non ha bisogno di stravolgimenti ma di essere applicata; non è accettabile che i diritti in essa sanciti siano negati o disattesi. Dovremmo piuttosto sentire il dovere di realizzarli ogni giorno e perfino di estenderli a realtà non prefigurabili nell’immediato dopoguerra. Interroghiamoci sulla progressiva erosione dei diritti al lavoro, alla salute, all’istruzione pubblica e gratuita. E, soprattutto, possiamo ritenerci ancora popolo sovrano?

 

Il Comitato, aperto a chiunque voglia condividere un percorso di confronto e di controinformazione, resta impegnato nei prossimi mesi:

1)     sul fronte di una legge elettorale che garantisca la piena credibilità e rappresentatività del Parlamento. Che si rinunci ad ogni forma di premio di maggioranza. Che si rinunci ai capilista bloccati. Che si rinunci alle candidature multiple (nota 1);

2)     sulla piena applicazione dei diritti costituzionali, anche e soprattutto a livello locale. La vicinanza delle elezioni amministrative ci impone una vigilanza speciale sui candidati e sulle loro dichiarazioni di intenti per il governo della città;

3)     sul pareggio di bilancio introdotto supinamente e subdolamente in Costituzione il 17 aprile del 2012. L’imposizione giunta da Bruxelles, tra i tanti lacci e lacciuoli, obbliga il Paese a mantenere anche il deficit pubblico al di sotto del 3% del PIL.   Obiettivo: lo smantellamento della funzione pubblica.

La democrazia è un sistema politico che richiede un’assunzione di responsabilità personale: i partiti e i politici non bastano, specie in un momento di grave crisi della democrazia rappresentativa. Le garanzie di libertà e di dignità per ciascuno di noi sono oggi in serio pericolo. Per questo il Comitato per la Democrazia Costituzionale non ha affatto esaurito la propria azione. OCCORRE ESSERCI.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2017 17:39

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