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L'obiezione di coscienza uccide i diritti delle donne

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L’OBIEZIONE DI COSCIENZA UCCIDE I DIRITTI DELLE DONNE
C’è una grande solerzia nel difendere i diritti degli obiettori e non ce n’è alcuna nel difendere i diritti delle donne .
Il presidente della regione Marche Ceriscioli, pochi giorni fa dichiarava che nessun concorso verrà fatto in regione per medici non obiettori, perchè sarebbe incostituzionale e si andrebbe incontro a d una pioggia di ricorsi. Ricordiamo che nelle Marche la soglia dell'obiezione di coscienza è del 70% e che a Jesi all'ospedale Carlo Urbani si ha la totalità dei medici ginecologi obiettori di coscienza.


Il risultato che si ottiene è che le donne , a causa dell’obiezione di coscienza dilagante sono costrette a spostarsi di provincia o di regione per riuscire a trovare una struttura che pratichi l’ivg. Si mettono in fila alle 5 del mattino per riuscire a rientrare fra le poche a cui sarà garantita la prestazione quel giorno. Sono costrette a trascorrere la degenza insieme a partorienti e neonati dopo un aborto terapeutico.Non possono quasi mai accedere all’aborto farmacologico. 
Chi oggi sceglie di studiare medicina e poi sceglie di specializzarsi in ginecologia (o in anestesia) sa che nel nostro Stato,il diritto delle donne a interrompere una gravidanza in modo sicuro per la loro salute è sancito da una Legge che sta per compiere 40 anni. Sa, quindi, che tra le mansioni previste per un medico che operi nel servizio pubblico c’è anche quella di effettuare le IVG. Se la sua coscienza lo rende contrario all’aborto dovrebbe ripensare alle proprie scelte professionali optando per un’altra specializzazione o non partecipando a concorsi per lavorare nel servizio pubblico. Come per altre professioni non dovrebbe essere consentito l’accesso a persone che per motivi di coscienza non possono garantire l’espletamento di mansioni proprie di quella professione. 
Al presidente Ceriscioli ricordiamo che, invece di temere la pioggia dei ricorsi se davvero si vuole ridurre il numero di interruzioni si dovrebbe fare una seria educazione sessuale nelle scuole, si dovrebbe garantire l’accesso libero e gratuito alla contraccezione,inclusa quella di emergenza. Si dovrebbero potenziare e non smantellare i consultori.Alziamo forte la nostra voce e rivendichiamo il nostro diritto alla piena applicazione della legge 194 e all’autodeterminazione perché sui.nostri corpi decidiamo noi e vogliamo aborto libero e sicuro, aborto farmacologico fino a 63 giorni e senza ricovero ospedaliero e contraccezione garantita.OGGI 8 MARZO SCIOPERIAMO insieme alle donne di 40 Paesi. Stasera: ore 18,30 corteo sonoro e rumoroso da c.so Matteotti a Piazza della RepubblicaFlash Mob LOTTO MARZO BALLO.
COORDINAMENTO per la 194/’78-NON UNA DI MENO-JESI

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Aprile 2017 11:07

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