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Torna “Liberi Libri”, la rassegna dell’editoria libertaria ed alternativa

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Il prossimo venerdì 15 novembre torna “Liberi Libri”, la rassegna annuale – giunto alla sua ventunesima edizione – dell’editoria libertaria ed alternativa in mostra.
Quest’anno si terrà presso la sede del centro studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi in Via Pastrengo 2.
Molte le novità editoriali, fra le quali sono stati scelti i titoli che verranno presentati dagli stessi autori.


Sabato 16 novembre, a partire dalle ore 17,30 verrà presentato l’ultimo lavoro del giornalista Paolo Morando: “Prima di Piazza Fontana. La prova generale” per le edizioni Laterza. Il libro parla delle bombe fatte esplodere nella primavera e nell’estate del 1969 alla Fiera Campionaria di Milano ed in alcuni treni, senza però creare vittime come quella del 12 dicembre. Morando rivela come il disegno stragista nasca molto prima di piazza Fontana e venga messo in atto fino alla strage della Banca Nazionale dell’agricoltura, dando il via alla strategia della tensione finalizzata a soffocare nel sangue la domanda di maggiori diritti sindacali e civili che dalle fabbriche (dell’autunno caldo), dalle scuole e dalle università (del maggio francese) e dalla società civile si levava in Italia e in Europa.
Domenica 17 verrà presentato uno degli ultimi lavori del professore universitario di storia Giorgio Sacchetti: “Renicci 1943: internati anarchici : storie di vita dal Campo 97”. Il libro tratta dell’internamento di slavi ed anarchici durante il governo Badoglio, unici soggetti che non usufruirono dell’amnistia riservata ai prigionieri di guerra e ai confinati politici.
Due testi apparentemente diversi, ma uniti dall’unico tragico filo della gerarchia del potere sempre pronta a farsi sentire quanto le idee di libertà provano a migliorare la società, in passato come oggi di fronte all’odio seriale diffuso ad arte per mettere poveri contro poveri, mentre le condizioni di vita vengono, in nome del profitto, scientificamente peggiorate.
Una strategia della distrazione non meno deleteria di quella della tensione che si attivò mezzo secolo fa.

 

Centro studi libertari “Luigi Fabbri” – Jesi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2019 17:01

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