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Monumento ai sanitari? E' una proposta inopportuna, le medaglie servono a poco.

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La proposta che verrà portata in Consiglio Comunale di un monumento per gli operatori sanitari, è inopportuna. Non è dato sapere a quale tipo di monumento ci si riferisca ma, grande o piccolo che sia, implicherebbe ad ogni modo un dispendio di risorse. In primo luogo istituzionali: in questa fase ci sono cose ben più urgenti di cui discutere senza che ci sia bisogno di appesantire ulteriormente il dibattito. Poi, sul piano economico, ogni singolo secondo a disposizione, centesimo possibile e pensiero da elaborare devono essere spesi per la lotta contro il disagio sociale - che si è moltiplicato – a sostegno del reddito (affitti, tasse, sussidi), del lavoro (per far ripartire chi non ce la fa), dell’istruzione (non tutti si possono permettere un tablet per “andare a scuola”), e contro la fragilità di chi è vecchio, solo, o malato.

Tutto questo già sarebbe un forte sostegno alla salute della comunità e dei singoli, specie di chi non ha la possibilità di farsi regalare una mascherina griffata. Nessun dispendio di risorse dunque. A quelle ci pensa già Bertolaso. E se c’è un centesimo in più questo deve servire per avere in più un medico, un infermiere, un oss, un addetto alle pulizie, un posto letto, un’ambulanza con volontario annesso, etc. etc. Chi ha lottato in questi mesi, e non sono stati solo i sanitari, ma tutti i lavoratori e tutta la collettività, ha bisogno di un collega di lavoro in più, di una paga migliore, di un giorno di ferie in più, servizi, strumenti, strutture. Fatti concreti come premio. Le medaglie servono a poco.

Oggi non è il tempo degli sprechi, anche se solo di un euro simbolico per il costo dell’ennesimo, e inutile, murales. Se quanto argomentato, secondo logica e spirito di solidarietà, non convince, allora è giusto ricordare che i monumenti in genere si fanno alla fine delle guerre, non durante. La guerra contro il Covid, ma ancor più contro la destrutturazione del welfare italiano, è di là dall’essere vinta. E poi, in Italia, in genere chi propone di fare monumenti sono sempre coloro che le guerre le perdono e le fanno fare (e subire) agli altri. E poi, proporre un monumento proprio ora, scaramanticamente parlando, rischia di portare sfortuna.

25 maggio 2020.
Sottoscrivono: PRC di Jesi; Spazio rosso – “U. Terracini” – JESI; MeetUp Spazio Libero – Jesi; ARCI Comitato Jesi/Fabriano; Laboratorio a Sinistra, Jesi; SI – Sinistra Italiana, Fed. Provinciale di Ancona; Anpi di Jesi; FAI – sez. “M. Bakunin” – Jesi; Centro Studi Libertari “L. Fabbri”; OAAM – Ora d’Aria – Archivio delle Memorie APS, Jesi; L’ABC – La Biblioteca Circolante – ODV, Jesi;

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2020 11:16

Comments  

 
0 #1 RomsssdxeoHit 2020-05-25 16:58
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