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Nettare DOC

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 Quest’anno sono quarant’anni che al Verdicchio dei Castelli di Jesi è stata riconosciuta la DOC, ma oltre che per tale ricorrenza, vale la pena parlare del Verdicchio perché  ormai è annoverato come uno dei più famosi vini bianchi italiani, e come ho potuto ascoltare in un recente convegno: l’agroalimentare nelle Marche è il Verdicchio!
Tanta fama è stata celebrata anche dal cinema, tanto che Al Pacino, in Serpico, beveva Verdicchio.

 

 

Dietro questo grande vino, c’è uno speciale vitigno,chiamato, caso di omonimia, anch’esso Verdicchio che, nonostante numerose ricerche abbiano accertato una parentela indiscussa con il trebbiano di Soave e il trebbiano di Lugana, rimane comunque un vitigno unico, autoctono, che solo nella zona dei Castelli di Jesi, dove trova un ottimale natura del terreno e favorevoli condizioni climatiche, esprime al meglio le sue qualità.  

 Siamo soliti generalizzare chiamando tutto il vino Verdicchio, ma in verità ci sono diverse tipologie di Verdicchio: c’è  il Verdicchio dei Castelli di Jesi, lo Spumante,  la Riserva, il Passito e il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, la Riserva ed il Superiore, ognuno con delle proprie peculiarità anche se di base, come cita il Disciplinare di Produzione a cui ci si deve attenere per conseguire la DOC,  deve essere prodotto con una percentuale minima di Verdicchio dell'85%, il restante 15% può essere utilizzato da vitigni malvasia toscana o trebbiano toscano; possono però vantarsi della menzione di Classico solo i vini Verdicchio dei Castelli di Jesi la cui produzione è avvenuta all'interno della zona più antica, ovvero, i comuni posti sulle vallate a ridosso del fiume Esino, delimitate dalla linea che da Ostra-Arcevia scende a sud fino a Cupramontana-Apiro, al di fuori di questa area, considerando anche i comuni di Cingoli , Senigallia e Ostra viene prodotto il Verdicchio dei Castelli di Jesi nella versione “normale”.

La menzione Riserva può essere indicata in etichetta se il vino presenta una gradazione alcolica di 12,5°, ed un invecchiamento minimo di 24 mesi, dei quali almeno 6 in bottiglia; la tipologia Passito, invece, deve avere almeno una gradazione alcolica di 15° ed un anno circa d'invecchiamento. La gradazione alcolica del Verdicchio dei Castelli di Jesi e Classico,  deve essere minimo 11,5°, per il Classico Superiore minimo 12°.

Secondo il Disciplinare di Produzione i vini a denominazione di origine controllata Verdicchio dei Castelli di Jesi al consumo, in via generale anche se con numerose sfumature, devono avere le seguenti caratteristiche: colore, paglierino tenue; odore, delicato caratteristico; sapore, asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Per quanto riguarda l’abbinamento con i cibi, tutti i piatti della cucina Mediterranea si accostano molto bene con uno dei "verdicchi": antipasti, carni bianche, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure. Con il pesce vi è l’unione d'elezione. Buono anche con  ricette più elaborate che richiedono un vino di forte personalità.

Per assaporarlo il calice a forma semiovoidale allungato verso il bordo, sottilissimo, incolore, a stelo slanciato, consente di esprimere al meglio i profumi del vino. Va servito ad una temperatura di 10°-12°C; se degustato come aperitivo la temperatura ottimale è di 8°-10°C. 

Sentite cosa scriveva Mario Soldati in Vino al Vino a proposito del Verdicchio: <<il nome, specialmente d’estate, e specialmente quando si mangia pesce, ha un fascino irresistibile...suona fresco, vivo, leggero, umile, naturale, grazioso, gentilmente pungente, vegetalmente acerbetto e piacevole...croccante, cricchiante...pronunciare la parola Verdicchio è già una gioia, è già un bere, è uno scatenarsi istantaneo della fantasia intorno all’immagine poetica più bella che un vino bianco ed estivo possa assumere>>.

Per finire, vi anticipo che per esaltare ancor più questo gran vino, si sta chiedendo la DOCG.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Novembre 2008 17:11

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