Ora d'Aria - Rassegna cinematografica

Ora d'Aria, rassegna cinematografica a tema:
film anticlericali e censurati dalla Chiesa Cattolica.

6, 13 e 20 febbraio dalle 21:00

al Centro Studi Libertari "Luigi Fabbri"
Via Pastrengo 2, Jesi

ad entrata gratuita. Come sempre.


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- 6 febbraio, El Club (P. Larrain, 98 min, 2015)

"C'è una casa a La Boca dell'inferno e sulla costa cilena, dove vivono una suora e quattro preti sconsacrati. Perché ciascuno a suo modo ha profanato la sacralità della vita. La vita degli altri, dei bambini che hanno abusato, di quelli che hanno venduto, degli uomini e le donne che hanno tradito e di Sandokan, un infelice senza tetto e senza amore che accompagna gli spostamenti di padre Lazcano, prete pedofilo appena arrivato a destinazione. [...]"

https://www.youtube.com/watch?v=AuNykLZWxcc
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- 13 febbraio, Ora d'Aria: The devils (Ken Russell, 1971), 113 min.

"La vicenda è ambientata in Francia agli inizi del XVII secolo: ristabilita la pace dopo le guerre di religione, il cardinale Richelieu, per consolidare il potere regio, invia il barone di Laubardemont a Loudun, nel Poitou, con l'incarico di abbatterne le fortificazioni. [...]"

https://www.youtube.com/watch?v=DC_Z4I62e5Y
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- 20 febbraio, Ora d'Aria: Interno di un convento (W. Borowczyk, 1977), 100 min.

"All'inizio dell'Ottocento, in un convento italiano, malgrado la continua sorveglianza della badessa, le giovani monache si abbandonano ad ogni sorta di piacere erotico: si amano tra di loro, si concedono nottetempo a nobili e contadini, si masturbano. Suor Clara ha un amante e quando la badessa la scopre tra le sue braccia e la punisce facendo allontanare il giovanotto dal territorio del convento [...]"

https://www.youtube.com/watch?v=Nm9fJRXLLHs
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Il cinema pone ai censori ecclesiastici molti più problemi che non il controllo dei libri, per la più facile e capillare diffusione del mezzo e per l'effetto trascinante delle interpretazioni degli attori più celebri. Ciò che comunque sorprende, in questa attività di salvaguardia dei cosiddetti valori cristiani tradizionali, sono i rigidi schematismi valutativi; ad esempio l'assoluzione o condanna di un film solo in base al suo argomento (buone le storie di guerra, cattivi i film troppo sentimentali, esistenzialisti, o che trattano di argomenti tabù), oppure a certe specifiche scene (vietati gli abiti scollacciati e movenze provocanti; ma nessun problema con sparatorie e violenze gratuite) a prescindere dalla cifra artistica. I giudizi morali sulla produzione cinematografica sono in effetti così stereotipati che per valutarne la logica non c'è minimamente bisogno di conoscere la trama dei film, né il parallelo giudizio tecnico.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Febbraio 2020 12:18